San Nicolas, una scuola nel territorio del Cotopaxi, tra i vulcani dell’Ecuador




San Nicolas, scuola a Cotopaxi, Ecuador 6 nov.2016



San Nicolas, una scuola nel territorio del Cotopaxi, tra i vulcani dell’Ecuador. Oltre settanta ragazzi che altrimenti sarebbero destinati a mendicare per le strade, vivono nell’edificio, dividendo il tempo tra il lavoro e lo studio. El Instituto Tecnologico Superior Particular “Don Bosco”, San Nicolas, fondato da Peppo e Adriana Piovanelli, due missionari laici bresciani insegna ai niños un mestiere, impedisce che vivano nella miseria, li fa studiare con corsi bilingue (castigliano e quechua) fornisce loro una professione. Da lì escono falegnami, intagliatori, meccanicici.


Cari amici, questa sera mi è giunto un Email da Adriana e sento di condividerla con voi


C'era una volta...

Era il '77… giustifica il tempo il come ci si trova a vivere ora? Non lo credo.

Ammetto i difetti, gli errori, i malumori ma ciò che più difendo è l'IDEALE, la voglia di guardare a questi poveri campesinos, ragazzi o madri sole, vecchietti che vivono di poco, il poco che non hanno e difendo questo loro bisogno. Allora guardo avanti, fuori dalla finestra,oltre le montagne e aspetto "EL AMANECER", l'alzarsi del sole ogni giorno, dopo la notte mi ripeto domani, domani, domani ci sarà un nuovo risveglio.

E’ viva in me, e presente ad ogni difficolta, sia con le persone, sia economica, la tentazione di dire :basta così, ho dato tanto, ho riso, ho pianto, ho fatto, ho sofferto, ho regalato, ho creduto, basta così, mi fermo, che cosa si può dare ancora a 66 anni?

Cosa più di ciò che si è dato e vissuto, le cose più belle che avevo: la giovinezza,la gagliardia del credere,del lavorare, del ridere, dell'inventere, del discutere, dello stare insieme LA MIA VITA, la forza del credere, dei 24 anni, fino ad ora, tutto è stato regalato

A CHI? Agli altri, al di là che siano stati ecuatoriani, italiani, giovani vecchi, belli e brutti, dare dare dare senza calcolo il tempo, il giorno dopo giorno.e gli amici cari che ci hanno lasciato,le persone care.


Ora a chi tocca?.Ora c'è ancora da spendere, da credere, da dare? Non lo sò

Avverto solo che ci deve essere ancora un modo di vivere per i poveri, per i giovani, per tutto ciò che ci è stato consigliato di vivere ancora nella fedeltà fino alla fine, altri pochi anni ancora che vanno sostenuti con il vostro affetto e con il vostro aiuto.

La Missione ha bisogno,soprattutto nella scuola, di aiuto economico.

Cosa c'è da fare ancora? A che porta c'è da bussare per avere aiuto?

Una vocina mi dice: alla porte del credere, della speranza, della fede...."La Provvidenza".

E la fiducia che ognuno di voi ci abbraccerà, ci dirà sono con te


GRAZIE amici cari


Adriana

Al sorridere fiduciosa,anche se le difficoltà ci sono, anche se incerto è il domani.