Ivo Rabanser, gardenase di Santa Cristina, è stato uno dei più giovani alpinisti ammessi a far parte del Club Alpino Accademico, a soli ventitre anni, nel 1983.

Ha compiuto circa 450 salite di cui 97 prime ascensioni, 7 prime invernali (di pareti Nord) ed alcune prime solitarie.

La sua attività alpinistica è iniziata all’ età di 11 anni, scalando per la prima volta la cima del Sassolungo con il padre e compiendo in seguito numerose altre salite di III e IV grado. Dal 1985 ripete numerosi itinerari classici delle Dolomiti: La via Vinatzer, via dell’Ideale e Tempi moderni in Marmolada, la via Cassin e Carlesso alla Torre Trieste, lavia Aste e la via Solleder alla Civetta, la via Comici, Cassin e Hasse alla Tre Cime di Lavaredo, la via Soldà e la via Messner al Sassolungo, le storiche vie di Vinatzer, ma anche salite sulle Alpi Occidentali come al Pizzo Badile, il Gran Capucin, ed altre ancora, creando da subito un forte legame con l’alpinismo storico.

Non disdegna inoltre le salite su ghiaccio: Ortles, parte N, Cervino, parete N, Grossglockner, parete N, ecc.

Nel 1986 inizia l’attività esplorativa vera e propria, a partire dalla pareti di casa, sulle Dolomiti Gardenesi. Tra le prime ascensioni di maggiore rilievo ricordiamo: Furchetta, via del Tempo (800 m; VI+), Steviola, diretta Luca Demetz (350 m; VI+), Meisules dla Biesces, via Franz (350 m; VII-) e Maghi i Maghetsch (300 m; VII+); Sassolungo,Monumento (1050 m; VII e A2), Linea Gotica (1000 m; VII-), Pilastro Tschucky (1100 m; VI+), Principessa di cuori (1000 m; VII-); Salame, Hypersalame (350 m; VII-) e Salame piccante (350 m; VII); Catinaccio, via della Ganes (500 m; VII-) e via dei Gardenesi (250 m; VI+ e A1); Piccolo Dain, Freccia nel cielo (350 m; VI+ e A1) e Vecioti e Zovenotti(350 m; VII- e A1).

L’alpinismo di Rabanser è da un lato saldamente legato alle radici storiche e ideali dell’alpinismo, e dall’altro tutto proteso in una ricerca del bello (gli studi d’arte hanno lasciato il segno...), che lo spinge senza tregua a ricercare, scoprire e modellare l’itinerario — come una scultura — tra le pieghe delle montagne.