Lettera di Padre Canzian - KENIA 14 Gen.2014

Carissimi benefattori di Serenella,

 

questa volta vi mando il racconto di una storia che mi ha commosso e mi lascia ancora perplesso e turbato ma anche felice perché c’è ancora tanta gente buona anche qui in Africa. Ad agosto mi sono incontrato con un gruppo di 54 orfani, abbandonati, di tute le età e con tante necessità e li sto aiutando. La mamma che li ha raccolti si chiama Anna Chebet Wereka, si trovano alla periferia della baraccopoli di Kawangware, poco lontano da dove abito io, la storia è quanto mai commovente e sa del miracoloso. Anna è orfana di mamma dalla nascita, anche il padre muore quando lei era molto piccola, viene presa dalla nonna la quale muore quando lei era ancora alle elementari, allora interviene uno zio che la prende con se, ma sia lui che sua moglie non la fanno studiare anzi la maltrattano e le fanno fare i lavori più pesanti di casa, la piccola scappa, si mette su un pullman che la porta lontano da Nairobi, finisce a Kisumu in una stazione di polizia che la consegnano a dei missionari i quali si prendono cura di lei, la fanno studiare, finisce molto bene le superiori e poi l’università, trova un bel lavoro in una compagnia di assicurazioni qui a Nairobi, intanto matura piano piano un desiderio: prega il Signore che l’aiuti a soccorrere gli orfani ed abbandonati che incontra nella sua vita.Sul posto di lavoro trova un giovane anche lui con lo stesso desiderio, si sposano, hanno un figlio e cominciano a raccogliere orfani dalle varie baraccopoli, li mettono in casette provvisorie e li aiutano con i loro salari; queste casette vengono bruciate durante le lotte post elettorali del 2007/08 ed allora li ammassano nella loro casetta alla periferia della baraccopoli di Kawangware dove ancora si trovano, poi sfortunatamente il marito muore di cancro. Sono andato a trovarli ad agosto, ammassati nell’unica casetta piccolissima per 54 di loro, il salottino serve anche da refettorio e da dormitorio per i più piccoli, mi sono reso conto delle loro necessità, sono molte, ed ho cominciato ad aiutarli. Anna mi dice sempre: non perdo mai la speranza, prego il Signore che mi dia le possibilità di raccogliere tutti gli orfani che bussano alla mia porta per dare loro un posto che si chiama casa e l’affetto di una mamma e un futuro nella vita perché ho provato cosa significa essere orfana ed abbandonata. Ognuno di questi orfani ha una sua storia, vi presento ora alcuni casi che meritano un’attenzione particolare. In generale sono stati tutti abbandonati o davanti all’ufficio del capo, o davanti alla stazione di polizia locale o, più spesso davanti alla porta di casa di Anna, di molti di loro si sa ben poco, solo dopo anni si possono avere vaghe informazioni sul posto di provenienza, sui genitori, generalmente una madre “single” che non riusciva a mantenere il figlio/a non voluto/a. La maggioranza di loro si sono rimessi in salute, alcuni però sono affetti da gravi malattie. Vi do alcuni esempi: Maureen Jepkemoe, una ragazza di 11 anni, ha un batterio che le causa una specie di cancro sulla pelle tra la guancia destra e il collo, viene sottoposta a radio terapia due volte alla settimana, trattamento molto costoso, nella speranza che possa guarire, ci sarà una valutazione a dicembre. Fadhili Gichuki, un ragazzo di non ancora 5 anni, affetto da sicoceis, come dicono qui, praticamente manca di sangue e deve fare trasfusioni di sangue 3/4 volte al mese, e come se il sangue si seccasse, sembra una malattia incurabile con futuro incerto. Siero positivi, ci sono quattro orfani siero positivi: Emanuel Baraka, Monika, Leah Wairimu, Susan Wanjiku, il governo per fortuna passa medicine speciali per loro, il cibo lo procura Anna, deve essere un cibo ricco e nutriente per rafforzare il sistema immunitario. John Juma è un caso di incesto tra fratello e sorella, quando avevano 11/12 anni, adesso il bambino ha oltre quattro anni, la mamma sta con lui nella casa di Anna, mentre il fratello con cui ha commesso l’incesto è stato preso da un altro istituto. Brian Makinye ha una grande escrescenza negli occhi. Mary Wanjiko, vittima di continui abusi sessuali da parte del padrino al quale la corte dei minori ha dato 28 anni di carcere, la madre ha abbandonato la figlia. NAKUMAT ed UCHUMI, sono i nomi dei due più grandi supermercati di Nairobi. Un bambino è stato trovato dentro un sacchetto di plastica del supermercato di Nakumat ancora attorniato dalla placenta e messo davanti alla casa di Anna, adesso ha circa si anni, sta bene, frequenta la scuola materna e il suo nome è Patrick Jeremy Wamanga, il suo nomignolo rimane Nakumat, Anna lo ha adottato come figlio, quindi le ha dato il cognome dei suo marito, Wamanga, morto nel 2007 di cancro. La stessa storia, esattamente la stessa capitata a Uchumi, questo rimane il suo nomignolo, mentre il suo vero nome è Angelo Ezekiel Wamanga, ha cinque anni, frequenta la scuola materna, anche lui adottato da Anna. Ho presentato le storie vere di alcuni dei 54 orfani, quelle che mi hanno colpito di più, ma ognuno di loro è una storia commovente a parte. Tutti sarebbero potuti essere scomparsi da piccoli, invece vanno avanti fino ai livelli di trovarsi un lavoro, tutto questo per la bontà di Anna Chebet Wereka e di suo marito, adesso defunto, Hanington Wamanga. Dopo la morte del marito Anna ha continuato a raccogliere orfani ed abbandonati, quando l’ho incontrata ad agosto era agli estremi come salute ed anche finanziariamente, i miei parrocchiani la stanno aiutando un po’, lo stesso sto fancendo io mandando appelli in varie direzioni. E’ bello vedere questi orfani ed abbandonati sorridere, convinti che qualcuno ancora gli ama.

 

Con tanto affetto e riconoscenza.

Buon Natale. Aff.mo Padre Fiorenzo Canzian

Kileleshwa 1/12/2013

 

 

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