Paolo Calzà, (Trota) è nato a Riva del Garda il 19-9-1966. Grazie ai genitori comincia a salire le montagne già all’età di quattro anni. Molte sono le montagne, tra cui le più alte del Trentino, provò, con l’insegnamento dello zio, a salire le prime pareti, percorrendo vie attrezzate, prima vicino a casa e poi in tutte le Dolomiti. All’età di diciassette anni comincia ad arrampicate in Falesia nella Valle del Sarca e dopo una prima esperienza in Dolomiti, da secondo di cordata sullo spigolo della seconda Torre di Sella, affronta dopo pochi mesi d’attività, la sua prima via da capo cordata, la via dei Fachiri sulla cima Scottoni, capii di sentirsi a suo agio, nel confrontarsi in situazioni difficili, nel ripetere salite sempre più belle ed impegnative. Provò a cimentarsi in ripetizioni d’itinerari difficili, come, Modern Zeiten, Olimpo, Variante Italia, Ombrello al Sole, sulla gran parete Sud della Marmolada, sulla cima del Sass Maor nelle Pale di San Martino, ripete per due volte la Supermatita in terza e quarta ripetizione, un capolavoro di Manolo, e la Biasin Scalet, sulla parete del Pilastro di Mezzo nel Gruppo del Sass dla Crusc una via storica di Messner e la Mephisto, la via Maria sul Crozzon di Brenta, una delle più belle arrampicate Gruppo Brenta, nel gruppo della Vallaccia in Marmolada

ripete la via Stenicoe la via dei Cinque Muri e la prima libera della Via dei Bambini, tutte con difficoltà nell’ordine del settimo e ottavo grado. Lo affascinava arrampicare solo, senza corda, provando prima sulle pareti di casa su itinerari sportivi e classici nell’ordine massimo della difficoltà di 7a e poi come prima esperienza la Detassis alla Brenta Alta, laFermann al Campanil Basso con discesa dalla normale, la Livanos, al Crozzon di Brenta e la Fox Stenico sulla parete della cima d’Ambiez d’inverno. D’inverno salii la Livanos sul Crozzon di Brenta in quattro giorni di permanenza in parete, e la Bellenzier alla Torre D’Alleghe, sulla parete più fredda delle Dolomiti, la Nord del gruppo del Civetta.Il suo primo viaggio fuori dell’Europa, è stato in Patagonia, cercando di vedere com’erano le altre montagne del mondo, poi attratto, tornò per salire il Cerro Torre per la Via Maestri, la normale del Compressore, tentò di salire il Fiz Roy, nel 2001 con un gruppo di forti alpinisti cerco di salire una via sulla parete Est del Cerro Torre arrivando a 300 metri dalla Cima. Nel 1989 dopo un paio d’anni di corsi diventa Guida Alpina, ora vive ad Arco con la moglie Mariangela ed il figlio Andrea.